Come si legge una foto parte due

Soggetto si, soggetto no.

Tutti noi partiamo dal maledetto condizionamento di cercare come prima cosa il soggetto.

E’ un implicito della fotografia questo, nella pittura la ricerca del soggetto come scelta primaria non c’è.

Ma cosa è un soggetto ?

Seguendo i principi della scuola Gestald un soggetto risponde alla legge delle segregazione cioè è in grado di emergere subito dallo sfondo.

Direi che è una buona definizione.

Del soggetto possiamo valutarne la sua :

Originalità : cioè quanto è fuori dal comune,lo sanno bene i fotografi di macro naturalisti, ormai fotografare la farfalla sul fiore non dice più nulla, adesso come minimo deve esser sul gabinetto che legge il giornale.

Forma: cioè il contenuto formale , per chi non sapesse di cosa sto parlando rimando alle lezioni precedenti , dove una fotografia deve rispondere o meglio dovrebbe rispondere a una formalità corretta.

Il suo valore informativo : cioè quanto un soggetto riesce a raccontare di se stesso , come il valore informativo globale.

Interpretazione : cioè la capacità di ricreare un soggetto, per chi non lo conoscesse invito a guardare le foto di Witkin Peter. Attenzione son immagini molto crude.

Per intenderci se un soggetto è forte cioè comunica un messaggio univoco , il fotografo non ha da spremersi troppo, e con forte non si intende per forza una scena di guerra, possono anche essere occhi particolarmente belli oppure una scena molto emotiva. Dove invece ci si ritrova con un soggetto debole ad esempio una mela è il fotografo che deve fare un grande esercizio di stile per rendere la foto comunicativa..per esempio creare condizioni di luce particolari .

Quando e se il fotografo esercita una grande forza interpretativa, in genere la si chiama forza dell’autore, si ha una evoluzione o conferma stilistica, cioè il fotografo per esempio passa anni a fotografare manifesti blu con persone vestite di rosso vicino, oppure si evolve , tenta variando il tema dei suoi scatti a creare uno stile nuovo personale e decide di abbandonare modelle e manifesti per fare altro.

L’interpretazione apre pagine consistenti di discussione , perché implica la scelta stilistica e tecnica del fotografo. Per intenderci se è semplice fotografare un fiore diventa assai più difficile farlo se inizio a valutare lo sfondo , la luce , ecc e se mi pongo la questione se il soggetto può risultare consono al mio stile fotografico. Per esempio se io fotografo sempre fiori con i colori complementari ben marcati e trovo un fiore ricco di sfumature e toni pastello, mi devo chiedere se è una foto inseribile nel mio portfolio oppure no.

Esulando un poco dalla lettura fotografica del soggetto è interessante chiedersi quanto il mezzo utilizzato ci possa condizionare nelle scelte compositive o se stiamo leggendo una foto liberarsi dai condizionamenti nostri e valutare quanto e se lo stesso soggetto collocato diversamente potrebbe o meno dare un significato più forte all’intero messaggio.

Le macchine digitali offrono un rapido riscontro posizione soggetto, messa a fuoco , collocazione compositiva. Tranne nel caso in cui si fotografa soggetti in rapido movimento, l’istante in cui tutto si oscura offre al fotografo una tensione del dopo scatto..sarà tutto come ho visto ? durante quei millisecondi di buio sarà accaduto qualcosa che la revisione rapida mi cela ?

Ma ha anche un grande svantaggio tende a far generare foto ben composte.

Come gli antichi dipinti giapponesi insegnano a volte ritrarre gambe e braccia tagliate non è così male..offrono il pensiero di una continuità..cioè io fotografo qui ma come vedi vicino a me c’è ben altro.

Nella foto di riis della donna anziana alla stazione di polizia, compare la mano del fotografo col fiammifero..stava per accendere il flash, a distanza di anni ci dà la possibilità di sapere come fotografava lui..è una sorta di documento tecnico. Esempio ancora più grande è la foto di lartigue con la macchina da corsa, è ancora adesso considerata una delle foto che meglio riproduce il senso di velocità.

Quello che voglio dire è che son esisti una serie di fotografi che hanno accettato o ricercato foto dove il soggetto compare a mala pena o compaiono cose mozzate , nell’ epoca digitale è ben più difficile trovare cose del genere. Si tende alla perfezione, ma la possiamo considerare anche un errore se la sua ricerca diventa prioritaria in quanto più è perfetta una foto più tende all’ armonia, ma l’armonia pura è noiosa, rivela tutto e subito senza lasciare spazio alla fantasia.

Come ha detto una volta Philipe Daverio: “ se noi passiamo per strada e sentiamo una melodia di piano arrivare..debole ricca di disturbi, pensiamo a un pianista in un abbaino che fa esercizi appassionati non accade se siamo a casa ad ascoltare l’alta fedeltà”

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